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L'esclusiva inchiesta di Enzo Cappucci, che sulla base delle analisi chimiche effettuate sul cemento dei pilastri di una delle case dell'Aquila crollate, ha dimostrato che il cemento è in molti casi il vero assente nella tragedia che ha colpito l'Abruzzo. Le perizie chimiche hanno rilevato quantità minime di cemento, pari a 225.1 kg al metro cubo, quando la norma edilizia- peraltro in zona non sismica, si badi bene- prevede 350/400 chilogrammi per metro cubo. Questi i dati rilevati da uno dei principali laboratori di edilizia italiani, l'Istedil di Roma, che ha effettuato le analisi sul campione di calcestruzzo che il proprietario dell'edificio crollato ha prelevato da uno dei pilastri esplosi. Una prova inconfutabile che si aggiunge alle ispezioni sul posto compiute dai tecnici della protezione civile, che hanno certificato l'assenza di staffe dai pilastri dell'edificio in oggetto: i serramenti orizzontali indispensabili alla solidità del manufatto e, quindi, alla certificata porosità del composto dovuta alla dimensione degli inerti. Insomma, una miscela di situazioni a rischio create dalla mano dell'uomo, che ha amplificato e agevolato la forza distruttrice del sisma.
GUARDA L'INCHIESTA http://www.rainews24.rai.it/it/canale-tv.php?id=14401

Numero di paesi elencati e visualizzati: 13 su 251 - 30/06/2008-29/06/2009
Italia 98,44% Turchia 0,21% Germania 0,21% Svezia 0,21% Stati Uniti d'America 0,16% Argentina 0,10% Francia 0,10% Brasile 0,10% Unione Europea 0,10% Spagna 0,5% Svizzera 0,5% Albania 0,5%
Numero di città elencate e visualizzate: 108 su 108 - 30/06/2008-29/06/2009
Milano 26,70% Jesi 13,50% Roma 10,50% Fano 6,23% Fermo 5,86% ALTRI 37,5%

In oltre 600 ieri hanno raggiunto l’abitazione del presidente Giovanni Tormenti a Martinsicuro ed hanno dato il via alla contestazione.
Poche parole al di fuori dello stadio e poi tutti a Martinsicuro. Dal ‘Riviera’ è partito il corteo delle auto e nel giro di un quarto d’ora il cortile al di sotto dell’abitazione del presidente Giovanni Tormenti a Martinsicuro si è riempito di tifosi infuriati.
'I vostri Tormenti sono appena iniziati', citava uno striscione. Poi cori e minacce: "Tormenti vendi la Samb altrimenti ci avrai qui tutti i giorni". Bombe carta e fumogeni. Una coltre di fumo bianco ha coperto la palazzina dove risiede agli arresti domiciliari Giovanni Tormenti. Il presidente ha guardato dalla finestra per alcuni secondi i tifosi e poi si è ritirato in casa. Soltanto poi sono arrivate le forze dell’ordine.
Due carabinieri per tutto il tempo hanno presidiato il balcone della casa mentre altri colleghi si accertavano che non si verificassero incidenti fuori. Tutto è proceduto senza problemi.
I tifosi hanno portato avanti una contestazione pacifica e dopo un’ora circa hanno fatto rientro a San Benedetto. Ma non è finita. Oggi i capi della Nord dovrebbero incontrare Sergio Spina. In realtà è stato lui stesso a contattarli per parlare con loro per fare il punto della situazione. Intanto per oggi si attendono notizie da parte della Lega dopo l’incontro della scorsa settimana a Roma con il commissario straordinario Abete.
Notizie si attendono pure da parte dell’avvocato Manfredi che cura per conto dei Tormenti la trattativa di cessione del club. Pare che si possa procedere. Ma resta comunque un problema: chi si accollerà tutto il debito della Samb? Leggi il muro ultras Samb>
In base ai dati definitivi del Viminale (61.428 sezioni su 61.428 in Italia e 2.900 su 2.900 all'estero), sono stati ripartiti i 72 seggi spettanti ai rappresentanti italiani al Parlamento europeo. Il Pdl, con il 35,26% dei consensi, ha diritto a 29 seggi, seguito dal Pd (26,13%), con 22 seggi. 9 seggi, grazie al 10,2% dei consensi, vanno alla Lega Nord, mentre l'Idv si vede assegnati 7 seggi in virtu' dell'8% dei voti ottenuti. L'Udc, invece, con il 6,51% dei consensi, invierà 5 rappresentanti all'Europarlamento. Nessun rappresentante per le altre liste, che non hanno superato la soglia di sbarramento del 4%.

Mercoledi' 29 aprile è una data che entrerà nella storia. In quella Lega e in quella di tutto il Paese. Oggi, il Senato ha dato il via libera definitivo al ddl sul federalismo che diventa dunque legge dello Stato. A favore hanno votato Pdl, Lega e Italia dei Valori. Il Pd si è astenuto (tranne Marco Follini, che ha espresso voto contrario) e l'Udc ha votato contro. I voti favorevoli sono stati 154, i contrari 6 e 87 gli astenuti. Grande soddisfazione nelle fila del Carroccio che, pur sottolineando l'importanza del dialogo, che ha portato all'approvazione del ddl dopo 6 mesi di dibattito in Parlamento, rivendica anche quella che e' una propria battaglia. "Questa battaglia - scandisce tra gli applausi il capogruppo Federico Bricolo - l'abbiamo iniziata da soli, con la stampa e i partiti della Prima Repubblica contro. L'abbiamo portata avanti fuori dai palazzi e col popolo. E' stata una battaglia dal basso e per questo ringraziamo i tanti militanti che da anni con le scritte, i manifesti, i gazebo, hanno continuato a portarla avanti". Sono gli stessi toni usati dal ministro dell'Interno Roberto Maroni ("E' un giorno storico"), e dal capogruppo alla Camera, Roberto Cota: "Non si torna piu' indietro, e' la fine del centralismo". Tutti i ministri della Lega sono in Aula al momento del si' finale e i senatori sventolano i fazzolettoni verdi con il simbolo del Carroccio. Poi Umberto Bossi si è riunito con i suoi per festeggiare.
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